Spazio, ultima frontiera.
Eccovi i ridotti testi di Jacopocus_the_akward raccolti durante la sua missione conoscitiva dell'universo Nerd, spedizione volta al raggiungimento della massima conoscenza nella sublima arte del cazzeggio come nessun altro uomo ha tentato di fare prima.

Guardians Of The Galaxy

Spazio, ultima frontiera. Eccovi i commenti di Jacopocus durante la sua missione conoscitiva diretta alla visione di nuovi film e alla scoperta di nuovi libri e fumetti per arrivare dove nessun uomo è mai giunto prima. 




Sono lento, perdonatemi.Avevo promesso che il mio personalissimo ed inestimabile commento sui Guardiani della Galassia sarebbe uscito velocemente ed invece sono già passate quasi tre settimane. 

Concentriamoci ora sul vero motivo per cui siamo qui: Guardians of the Galaxy


Slice of life #006 - Annunci Marvel


Per noi italiani amanti dei comics e, soprattuto, dei cinecomics, questa è stata senza dubbio una settimana impegnativa dal punto di vista emotivo. 
Per prima cosa è uscito al cinema il film dei Guardiani della Galassia, film a mio parere semplicemente stupendo del quale a breve cercherò di caricare le mie impressioni.


Slice of life #005 - Guardians of the Galaxy

Il giorno di uscita di Guardiani della Galassia è ormai prossimo. Dopo essere uscito ovunque nel mondo,  il 22 di questo mese  finalmente arriva su suolo italico la nuova pellicola targata Marvel Studios, decimo film della saga cinematografica  e quarto capitolo della fase due.

Per prepararci al meglio vediamo di fare un po' il punto sul "Marvel Cinematic Universe":


I kill giants

Barbara frequenta la quinta elementare, è una ragazzina sveglia e dalla lingua lunga e spesso e volentieri finisce nei guai con insegnati e bulli di scuola a causa del suo comportamento. Barbara ha pochi amici, adora i giochi di ruolo e la notte dorme nel seminterrato di casa sua perché un essere mostruoso ha preso possesso del primo piano della sua casa. Barbara è una cacciatrice di giganti. 

Barbara è l'unica a sapere del ritorno dei giganti sulla terra ed è l'unica a possedere un arma in grado di fermali, il potente martello Covelsky e per questo impiega il suo tempo libero nella costruzione di trappole per fermarne l'arrivo.

L'universo in cui si trova immersa Barbara non è altro che la rappresentazione del passaggio di crescita dall'infanzia alla adolescenza a cui viene sottoposta forzatamente. Se da un lato abbiamo esserini alati e simpatici dall'altra abbiamo i giganti, creature oscure e terrificanti e questo perché Barbara è costretta dagli eventi ad affrontare da sola situazioni familiari complesse, situazioni che riesce ad affrontare con coraggio con l'aiuto della immaginazione. I giganti alla fine non sono altro che la personificazione dei problemi che ti pone la vita, ai quali bisogna trovare un modo per superarli e continuare nel proprio percorso di crescita. 

La favolosa storia scritta da Joe Kelly è accompagnata dalle sublimi illustrazioni di JM Ken Nimura che accompagnano lo sviluppo delle vicende in modo impeccabile trasmettendo al lettore emozioni fortissime.



Titolo: I kill giants
  • Autori: Joe Kelly, JM Ken Nimura
  • Copertina flessibile: 200 pagine
  • Editore: Bao Publishing 
  • Anno di pubblicazione: 2013




Il mio giudizio:


Di seguito vi metto il link amazon di I kill giants nella edizione variant con la copertina disegnata da Zerocalcare. 

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L'importanza di essere Onesto - Oscar Wilde

Qualche settimana fa mi sono imbattuto in "L'importanza di essere Onesto", traduzione meno nota della celebre opera teatrale "The Importance of Being Earnest" di Oscar Wilde. Devo dire che il titolo mi ha lasciato piuttosto spiazzato poiché lo ho sempre trovato nella più gettonata versione "L'importanza di essere Ernesto", quindi ho colto l'occasione per informarmi su questo cambio di titolo e leggere questa commedia.

I punti fondamentali su cui poggia "The Importance of Being Earnest" sono gli equivoci e i giochi di parole. L'aggettivo inglese earnest, che si applica ad una persona coscienziosa e affidabile, suona come il nome Ernest. Definita da Wilde "commedia frivola per persone serie" questa opera porta una critica alla società vittoriana in modo irriverente e dissacrante, condannando l'attenzione per le apparenze e la perdita di interesse ai contenuti. Le donne di buona famiglia descritte da Oscar Wilde sognano di sposare un uomo affidabile e dotato di giudizio e per questo sperano di poter maritare un uomo di nome Ernest, nome che ai loro occhi sembra essere garanzia della qualità che l'aggettivo richiama. Per la difficoltà di rendere questo doppio significato in Italia abbiamo avuto diverse versioni tra cui "L'importanza di essere Franco", "L'importanza di essere Probo" e il già citato "L'importanza di essere Onesto". Questo perché in "The Importance of Being Earnest" il nome gioca il ruolo fondamentale, si ribalta quanto visto in Romeo e Giulietta. Qui è il nome che conta, non la persona. Le due coprotagoniste Gwendolen e Cecily sono attratte dal nome e dal significato che esso comporta più che dalla persona che lo porta. Dunque per quest'opera non si può parlare di un titolo giusto o sbagliato perché tutte queste traduzioni sono accettabili, ma non complete poiché in un modo o nell'altro perdiamo l'ironia e il vero gioco di parole su cui l'autore ha puntato. Ovviamente non possiamo farci niente, in tutte le ttaduzioni c'è il rischio di perdere qualcosa. L'importante è saperlo.



Il mio giudizio:





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Studio Ghibli: chiuso per ferie


Lo Studio Ghibli chiude il reparto responsabile della produzione di anime. Questo è stato l'annuncio di Toshio Suzuki, attuale General Manager dello studio di animazioni, nel corso di una intervista televisiva. La chiusura però non è così catastrofica come era stata percepita nelle prime ore dopo l'annuncio. Stando alle ultime indiscrezioni l'idea della amministrazione dello Studio Ghibli non è di arrestare definitivamente la produzione, ma è quella di prendere una pausa dalla realizzazione di film per riflettere su come procedere nel futuro. In altre parole ci troviamo davanti ad una pausa di riflessione per lo studio di animazione nipponico, scelta capibile visto il ritiro di Hayao Miyazaki e l'assenza di film in lavorazione di Isao Takahata, i due maestri, fondatori e trascinatori dello studio.
L'idea è quindi di tornare con uno staff di freelance, come già operava lo studio negli anni '80, per dedicarsi solo a progetti potenzialmente interessanti. Il motivo a monte di questa scelta è indubbiamente di carattere economico. Nonostante il successo e l'alto standard dei propri film, negli ultimi anni la compagnia ha avuto difficoltà ad ottenere profitto dai propri titoli. Un esempio su tutti è il film di animazione del 2013 "The Tale of Princess Kaguya" che a fronte dei 5.1 miliardi di Yen incassati viene considerato un flop visti gli alti costi di produzione.
Quindi nulla di definitivo nelle parole di Toshio Suzuki e intanto preparatevi ad accogliere a settembre l'arrivo al cinema (dal 13 al 16) dell'ultimo lavoro del maestro Miyazaki "Si alza il vento".







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Gomorra - La serie

In questo ultimo mese le mie attività sul blog sono calate drasticamente e il motivo è uno solo: sessione estiva! Sfortunatamente siamo nel periodo più caldo (anche se fortunatamente le temperature ci stanno graziando) della stagione universitaria e così sono stato assorbito quasi interamente dallo studio lasciandomi poco tempo per quasi tutto il resto. Tuttavia settimana scorsa ho avuto modo di staccarmi un pochino dallo studio e quindi eccomi qua a parlare di una serie che mi ha tenuto compagnia durante qualche notte insonne: Gomorra - La serie. 

Prima di iniziare ho una confessione da fare: non sono un grande amante delle "serie" italiane. Ne ho viste molto poche e non ne sono mai rimasto veramente colpito. Questa premessa è per dire che a questa serie mi sono avvicinato in modo scettico e titubante sotto il consiglio di un paio di amici.

Per raccontarla in modo sbrigativo Gomorra segue le vicende del clan camorrista Savastano, una famiglia malavitosa composta dal boss Don Pietro, la moglie Imma e il loro figlio Gennaro. Al loro fianco ruotano i vari componenti del gruppo tra cui Ciro Di Marzio, il vero filo conduttore di tutta la storia raccontata.

Dopo la prima puntata la mia reazione è stata un sonoro "Boh!". Non ci avevo capito molto (non parlo dei problemi di lingua) e le uniche cose rimaste impresse erano una accozzaglia di situazioni e personaggi buttate lì per fare scena. Dalla seconda puntata però le cose iniziano a farsi serie prendendo una giusta direzione e dando un senso a tutto quello accaduto fino a quel momento. La seconda puntata segna l'inizio della mia fine, inizia la maratona, inizia il "binge watching". La storia fila che è un piacere, colpi di scena e cambi di direzione pazzeschi alla trama mi hanno incastrato e obbligato a vedere un episodio dopo l'altro. Il merito comunque non è solo di quanto narrato, ma anche di come viene narrato perché non ho mai visto una regia di questo spessore per prodotti italiani. Quindi se siete alla ricerca di qualcosa di nuovo, di avvincente e un po' violento non posso che consigliarvi Gomorra - La Serie.


Il mio giudizio:



TITOLO ORIGINALE: Gomorra - La Serie
IDEATORI: Roberto Saviano, Stefano BisesLeonardo FasoliLudovica Rampoldi, Giovanni Bianconi
CASA DI PRODUZIONE: Sky, Fandango, La7, Cattleya, Beta Film
STAGIONE: 
EPISODI: 12
ANNO: 2014
STATO: Rinnovata





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Slice of life #004 - I trailers di giugno

Benvenuto odiato giugno, uno dei mesi più impegnativi e tristi per noi studenti universitari. Con le giornate chiuso in biblioteca e gli esami alle porte il tempo per svagarmi è sempre meno e così, invece di impegnarmi in nuove serie televisive (fortunatamente quelle "invernali" che seguo sono tutte concluse), uso quel poco tempo che mi rimane per vedere qualche più veloce video su YouTube. Tra le sconfinate tipologie di video che si possono trovare, in questi giorni mi sono dedicato ai trailers dei film in uscita. In pochi minuti questi filmati promozionali presentano la storia del film nel modo più coinvolgente possibile e alcuni trailer sono così ben fatti da essere più belli del film stesso. Quindi ho deciso di cogliere l'occasione e proporvi i cinque trailers più interessanti dei film in uscita questo mese.



La città incantata
(uscita 25 giugno)

Senza dubbio il più interessante tra i film in uscita, il capolavoro di Hayao Miyazaki torna al cinema per "addirittura" tre giorni (25, 26 e 27 giugno). Chihiro cambia casa con la famiglia. Dopo aver attraversato un tunnel si trova in un mondo inaccessibile normalmente agli umani dove la bambina potrà rimanere solo se ubbidirà alla strega Yubaba e rinuncerà al proprio nome. 





The congress
(uscita 12 giugno)

Se La città incantata è secondo me l'uscita più interessante al cinema per questo giugno, The congress è invece il film con il trailer più particolare e più assurdo fra i cinque qui proposti. L'attrice Robin Wright, ormai in declino e con un figlio disabile sulle spalle, si impegna a cedere i diritti di sfruttamento della propria immagine a uno studio cinematografico, che verrà digitalizzata e utilizzata per creare un'attrice digitale. Come parte dell'accordo, lei non avrà il controllo della propria immagine e lo studio potrà utilizzare la nuova attrice virtuale in qualsiasi modo ritenga opportuno.





3 days to kill
(uscita 5 giugno)

Cambiamo ora totalmente genere e stile perché con 3 days to kill torna al cinema in un action movie che sembra essere più uno sperpero di soldi che altro il grande Kevin Costner. L’agente dei Servizi Segreti Ethan Runner, a causa di una malattia scopre che gli sono rimasti solo pochi mesi di vita, così decide di ritirarsi dal lavoro per recuperare il suo rapporto con la famiglia. Ma i Servizi Segreti gli offrono accesso a una droga sperimentale che potrebbe guarirlo. 






Tutte contro lui 
(uscita 19 giugno)


Ed ora è il turno di una commedia dalle buone premesse e con un cast di tutto rispetto formato da Cameron Diaz, Leslie Mann, Kate Upton, Nikolaj Coster Waldau (aka Jaime Lannister per i fan di Game of Thrones) e Don Johnson. Carly inizia una relazione con Mark, ma lui è già sposato con Kate. Quando le due lo scopriranno, si metteranno d'accordo contro di lui per vendicarsi.

 



Cattivi vicini 
(uscita 19 giugno)

Concludo questa carrellata con quello che probabilmente è il trailer più stupido tra quelli che vi ho proposto, ma che potrebbe rivelarsi piuttosto divertente. Mac e Kelly Radner vivono in un quartiere tranquillo e pacifico, fino all'arrivo di Teddy e del suo gruppo di amici, che sconvolgeranno la vita dell'intero quartiere. 






Questi sono dunque i trailer di film in uscita questo mese che ho trovato interessanti. Di questi cinque quello che consiglio veramente è ovviamente La città incantata, mentre per gli altri ad essere onesti non so. Magari in un prossimo futuro riuscirò a vederli e giudicare quanto fuorvianti o meno sono stati questi trailers.

Concludo qui questo primo esperimento su i trailers e in questi giorni vedrò se e come portare avanti questa mini rubrica di inizio mese. Come al solito spammate e commentate con le vostre opinioni: qual è il trailer che preferite?




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Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.


Siamo arrivati alla fine di questa prima stagione di Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.. Alla notizia di una serie televisiva sullo S.H.I.E.L.D. legata al filone cinematografico sono rimasto combattuto: se da una parte ero contento di vedere così ampliato l'universo Marvel, dall'altra ero veramente preoccupato di avere tra le mani una possibile schifezza. Sono dunque partito con con basse aspettative, nonostante le buone e particolari premesse, giusto per non soffrire troppo in caso di cagata pazzesca. 


Ricordate chi tormenta e aiuta Pepper Potts e Tony Stark in Iron Man per mezzo dello S.H.I.E.L.D.? 
Ricordate chi si occupa dell'arrivo di Mjöllnir in Thor
Ricordate chi fa tristemente da collante per la nascita dei vendicatori in The Avengers

La risposta a queste domande è una sola: torna operativo al servizio dell'amata agenzia S.H.I.E.L.D. Phil Coulson (Clark Gregg). Dopo essere stato dichiarato morto a seguito di un "incidente" durante la tragedia di New York (ricordate Avengers?), il nostro agente Coulson viene miracolosamente salvato. Ovviamente i dettagli di questo salvataggio sono poco chiari e l'unica cosa che ricorda della sua riabilitazione è la frase "Thaiti, un posto meraviglioso", mantra ripetuto quasi inconsciamente dal nostro protagonista. Per ripagarlo della sua devozione verso l'agenzia, il capo supremo Nick Fury (Samuel Lee Jackson) decide di dare in mano a Coulson una squadra speciale dello S.H.I.E.L.D. con il compito di indagare su casi di origine soprannaturale causati dalla comparsa di supereroi sulla Terra. La squadra è dunque composta dall'agente Grant Ward (Brett Dalton) e Melinda May (Ming-Na Wen), abili combattenti ed esperti in armi e spionaggio, Leo Fitz (Iain De Caestecker) l'esperto di tecnologia, Jemma Simmons (Elizabeth Henstridge) esperta in scienze biologiche ed infine Skye (Chloe Bennet) una civile reclutata per le sue capacità informatiche.

Come dicevo prima, le premesse per questa serie alla vigilia della messa in onda erano veramente buone. Come stile parte un po' come la prima stagione di Fringe, dove troviamo casi particolari indagati da una squadra molto particolare, ma questa volta però il tutto viene condito da un alone di mistero sulla pronta guarigione dell'agente Coulson e sulle origini di Skye. Passate però le prime puntate la storia rallenta in modo pazzesco lasciando spazio quasi esclusivamente alle sole indagini che spesso e volentieri, e la cosa mi piace molto, hanno origine dalla filmografia Marvel. Troviamo infatti la squadra indagare su armi create dall'Hydra, su persone sottoposte ad iniezioni di Extremis o colpite da virus chitauriani. Un bell'episodio lo abbiamo in concomitanza con l'uscita di Thor: The Dark World dove la squadra dello S.H.I.E.L.D. si reca a Greenwich per ripulire i danni provocati nel film. Con la seconda metà della stagione riparte anche la storia ed è a questo punto che la serie fa il passo in più che gli mancava raggiungendo ottimi livelli. Strettamente collegato a quanto accade prima, dopo e durante il bel film Captain America: The Winter Soldier, i nostri agenti si trovano a combattere contro il fantomatico Chiaroveggente e parallelamente devono fronteggiare la rinascita dell'Hydra. Infine il finale di stagione è veramente bello, patriottico ed esaltante come tanto piace agli statunitensi.

Quindi ottima prima stagione per Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D., un po' lenta la prima parte mentre la seconda metà riscatta completamente la serie rendendola interessante e piena di colpi di scena, specialmente se siete degli amanti dei crossover Marvel come me.



Camei:
Nei 22 episodi che compongono la serie sono presenti diverse guest star:
  • Stan Lee: immancabile la sua presenza nei prodotti Marvel, lo troviamo a bordo di un treno nell'episodio 13 "T.R.A.C.K.S.";
  • Samuel Lee Jackson: nei panni di Nick Fury fa una particina nel secondo episodio "0-8-4" ed è anche presente nel bellissimo finale di stagione "Beginning of the End";
  • Cobie Smulder: riprende i panni di Maria Hill sia nell'episodio pilota che nell'episodio 20 "Nothing Peronal".
  • Maximiliano Hernández: interpreta Jasper Sitwell come già fatto in  Thor, The Avengers e Captain America: The Winter Soldier;
  • Jaimie Alexander: è la guerriera di origini asgardiane Lady Sif, presente in entrambi i film di Thor. 



TITOLO ORIGINALE: Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.
IDEATORE: Joss Whedon, Jed Whedon, Maurissa Tancharoen
CASA DI PRODUZIONE: ABC Studios, Marvel Television
STAGIONE:
EPISODI: 22
ANNO: 2013
STATO: Rinnovata




Il mio giudizio:




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Sin City, la città del peccato


Basin City è stata soprannominata la città del peccato, un posto da evitare di giorno e da dimenticare al calare della notte. La polizia non ha potere e vige la legge del più potente o di quella del più forte, dipende da chi ha le palle più grosse. La città vive suoi vizi della gente e chi ha soldi puoi avere tutto l'alcool e tutte le donne di cui ha bisogno, mentre gli altri si devono arrangiare in qualche altro modo. A Basin City vivono Marv e Dwight.

Un duro addio (sinistra)
Una donna per cui uccidere (destra)
"Un duro addio" e "Una donna per cui uccidere" sono i primi pazzeschi volumi di Sin City. Le storie, crude e violente, raccontano e prendono in esame le disavventure di due uomini follemente innamorati. Nel primo volume facciamo la conoscenza di Marv, un uomo brutto e rozzo che vive ai margini della società, mentre nel secondo volume si presenta Dwight, un fotografo con vecchi problemi di donne e di alcool. Il punto di partenza delle due storie è comune. Entrambi vivono a Sin City, entrambi sono innamorati di una donna troppo bella per loro ed entrambi sono pronti a morire per questa donna. Poi le storie prendono strade completamente diverse.  Da una parte Frank Miller esplora la follia e il senso di vendetta di un uomo a cui è stato portato via l'unica cosa che lo aveva reso felice e a cui teneva veramente, mentre nell'altra storia viene esplorato il potere di "persuasione" che le donne hanno sugli uomini. Due storie forti caratterizzati da epiloghi tosti e sorprendenti.

In Sin City uno degli elemento più importanti (assieme alle tematiche trattate) è senza alcun dubbio la parte visiva. Caratteristici e riconducibili facilmente a questa serie, i disegni più che in bianco e nero sono nero e bianco. Qui troviamo il nero come colore predominante delle ambientazioni, dei paesaggi e dei personaggi e questo perché Sin City è un posto terribile dove la vera città, quella peccaminosa, esce allo scoperto solo di notte, una città dove i loschi affari vengono coperti dal buio e dove le anime perse vagano il più lontano possibile dalla luce del giorno. I disegni sono spesso essenziali e quasi minimalisti, alternando scene appena abbozzate a scena di una potenza visiva straordinaria, con l'intento di immergere completamente il lettore nelle atmosfere fumose dei Night Club e nei vicoli bui della città.


TITOLO: Sin City
AUTORE: Frank Miller
EDITORE: Dark Horse Magic
PRIMA EDIZIONE: 1991
VOLUMI: 
  • Un duro addio (1991-1992) 
  • Una donna per cui uccidere (1993-1994)
VOLUMI SUCCESSIVI:
  • Un'abbuffata di morte (1994-1995)
  • Quel bastardo giallo (1996)
  • Affari di famiglia (1997)
  • Alcol, pupe & pallottole (racconti brevi)
  • All'inferno e ritorno (2004-2005)


Il mio giudizio:







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The amazing Spider-Man 2: il potere di Electro

Sono stato indeciso fino all'ultimo. Andare o non andare? La mia indecisione era figlia di un primo Amazing Spider-Man non esattamente entusiasmante, ma convinto da amici, la passione per la Marvel e da trailer ben confezionati alla fine ho ceduto e sono andato anche io al cinema. 

Generalmente da un cine-comics ci si aspetta botte e azione ma The Amazing Spider-Man 2 tradisce quasi in pieno queste aspettative. Pur essendoci sulla carta ben tre (3!) villain, in questo secondo capitolo si va a sviluppare quasi esclusivamente la relazione sentimentale tra Peter Parker e Gwen Stacy. La loro storia tormentata e governata dai "ti amo, ma è troppo pericoloso stare assieme" prende il sopravvento sulla trama, lasciando praticamente allo stato di comparse i vari Electro, Goblin e Rhino che si susseguono

La sceneggiatura l'ho trovata piena di buchi e con diverse incongruenze sia logiche che temporali. Questo non lo dico da fanatico dell'uomo ragno perché non sono le incongruenze con il fumetto che mi disturbano, ma sono quella serie di situazioni inutili e con poco senso che mi infastidiscono, come la assurda scena iniziale dove una decina di macchine della polizia inseguono un furgone, oppure con Spider-Man che per salvare un'unica persona ne mette a repentaglio tantissime altre o infine come quando Gwen riesce ad arrivare alla centrale elettrica praticamente con le stesse tempistiche di Spider-Man con però l'inconveniente di dover attraversare l'intera metropoli in macchina e con tutte le strade bloccate. 

Molto belli gli effetti grafici e musicali utilizzati. I salti tra i grattacieli sono molto belli e i giochi di colori e le voci assillanti associati ad Electro sono semplicemente magnifici, mentre una pecca è la ridicola resa di Rhino. 

Lenta e noiosa la prima metà del film dove accade veramente poco, mentre migliora in modo pazzesco la seconda metà portandomi a rivalutare e a salvare quasi del tutto questo film. Fatte le dovute critiche del caso è giusto dire che non è un film completamente da buttare via. Nel complesso questo secondo capitolo ha buoni spunti e ha il pregio di portare sullo schermo una visione diversa dell'universo di Spider-man rispetto alla trilogia di Sam Raimi e Tobey Maguire. Quello che veramente mi infastidisce di questo The Amazing Spiderman è il buon potenziale che ha, ma che non è stato sfruttato. 



  • GENERE: Supereroi, Drammatico, Avventura
  • ANNO: 2014
  • REGIAMarc Webb
  • SCENEGGIATURA: Alex Krutzman, Roberto Orci, Jeff Pinkner
  • FOTOGRAFIA: Daniel Mindel
  • MONTAGGIOPietro Scalia
  • MUSICHEHans Zimmer, Pharell Williams
  • PRODUZIONE: Marvel Studios, Columbia Pictures
  • DISTRIBUZIONE: Sony Pictures
  • ATTORIAndrew Garfield, Emma Stone, Jamie Foxx, Dane DeHaan, Sally Field, Chris Cooper, Paul Giamatti, Marton Csokas, Colm Feore, Felicity Jones, B.J. Novak, Denis Leary, Campbell Scott, Embeth Davidtz, Martin Sheen, Michael Massee, Stan Lee


Il mio giudizio:





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Slice of life #003 - Breve aggiornamento dal mio aprile

Aprile è agli sgoccioli e tra festività, impegni vari e nuove passioni questo mese non sono riuscito a scrivere molto su questo blog. Non disperate però perché ieri ho visto al cinema il nuovo The Amazing Spider-Man e ho anche finito di leggere il primo volume di Sin City,  quindi di cose da raccontare ne ho.  Come primo commento a caldo Sin City è pazzesco,  una graphic novel davvero geniale,  mentre il film sull'uomo ragno mi è piaciuto a pezzi.  Comunque preparatevi che appena riesco carico i miei commenti fatti per bene.

Per quanto riguarda le "nuove passioni" sopra citate,  negli ultimi mesi ho scoperto un sito pazzesco dove fanno magliette nerdose: qwertee.com. La particolarità è che i disegni possono essere proposti da tutti e vengono scelte in base ai voti ricevuti ed inoltre le magliette rimangono in vendita solo per un paio di giorni. Dalla settimana scorsa ho iniziato a caricare qualche disegno anche io e qui potete trovare la mia pagina con tutti i miei (quattro per ora) disegni e magari votare. Le mie proposte sono ancora "acerbe",  ma comunque nel sito ci sono moltissime belle idee che potrebbero interessarvi. 

Link utili:

Le mie magliette:








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Iron Man: la guerra delle armature

Parallelamente alle uscite mensili della testata di Iron Man cerco di recuperare le run più importanti riguardanti l'uomo di ferro che fino ad ora mi sono perso. Così, dopo la saga sull'arrivo del suo storico  nemico in Iron Man: arriva il Mandarino!, questa volta è il turno di Iron Man: la guerra delle armature. 

In questo albo ci troviamo davanti ad una storia piuttosto lineare scritta da Davide
Michelinie per lo più guidata da pugni e calci tra Iron Man e i suoi avversari. Le più segrete tecnologie della Stark Enterprises alla base delle armature dell'uomo di ferro sono stato trafugate e consegnate a dei super criminali. Tony Stark, preso dai sensi di colpa, si dedica alla ricerca di tutti quelli che usano la sua tecnologia e a causa di questo si vede obbligato a sacrificare tutto quello che ha di caro. Infatti Tony non deve confrontarsi solo con dei super criminali, ma si trova contro anche i suoi compagni Vendicatori e l'opinione pubblica si rivolta tanto contro di lui da dovere licenziare ufficialmente Iron Man dalle Stark Enterprises per non compromettere l'azienda.

Il colpo di genio di questa saga è nell'epilogo. In questo capito conclusivo illustrato da
Barry Windsor Smith viene approfondito il senso di colpa di Tony per aver dato all'umanità una tecnologia così importante e così pericolosa. Il nostro eroe si trova dunque a combattere contro i propri demoni, compreso quel demone della bottiglia che più lo ha caratterizzato in passato.

La guerra delle armature mi è piaciuto moltissimo. Non è la storia l'elemento più interessante di questa saga, ma lo sono gli spunti riflessivi e il lato umano di Tony Stark, con le sue paure e fobie. I disegni sono in pieno stile anni 80, piene di colore e di azione. Anche sotto l'aspetto grafico spicca in modo evidente l'epilogo completamente diverso per colori e forme ai precedenti capitoli e dotato di una potenza visiva pazzesca, in grado di coinvolgere in pieno il lettore nella disperazione di Tony.



TITOLO:
La Guerra Delle Armature
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: David Michelinie
CHINE MATITE E COLORI: Bob Layton, Mark D. Bright, Barry Windsor-Smith
PRIMA PUBBLICAZIONE: 1987-1988
CAPITOLI: 8
GENERE: Comics, Graphic Novel




Il mio giudizio:





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Slam Dunk, la pallacanestro del rossino

Ho giocato a basket una vita senza aver mai letto il manga o visto l'anime di Slam Dunk. Poi lo scorso anno, secoli dopo la mia ultima partita, ho iniziato a guardare la serie animata e ne sono rimasto folgorato. Una delle più belle storie che io abbia mai visto: amore, sport, amicizia, spirito di sacrificio e dedizione. Qui, all'interno di questa storia, c'è veramente tutto. Dopo l'anime ho recuperato tutti e 31 i numeri della Slam Dunk Collection e sull'onda delle emozioni suscitate dalla lettura ho ripreso anche a giocare a basket. Infatti Slam Dunk assieme all'esaltante europeo della nazionale italiana lo scorso settembre e una partita dell'Aquila Basket Trento sono bastati per farmi venire nostalgia e riprendere ad allenarmi.

Siamo al liceo Shohoku e uno dei nuovi studenti è Hanamichi Sakuragi, un attaccabrighe di prima categoria, altissimo e dai capelli rossi. Dopo una lunga serie di insuccessi amorosi, Hanamici si invaghisce di Haruko, studentessa governata da due sole passioni: il basket e Kaede Rukawa, matricola e stella nascente di questo sport. Hanamici per fare colpo su di lei si lascia convincere ad entrare nella squadra di basket del loro liceo con l'obbiettivo di umiliare Rukawa davanti a tutti. Inizia così l'avventura di Hanamici nel mondo della palla a spicchi.

Quello che caratterizza Slam Dunk è la presenza di momenti seri, sia sul lato sportivo che su quello umano, e di momenti comici nati da equivoci, folli macchinazioni e assurdi confronti. Così alternando momenti importanti a momenti leggeri la storia avanza illustrando il mondo della pallacanestro e delle persone che gravitano attorno a questo universo, ognuno caratterizzato da storie e passioni differenti. Takehiko Inoue sfrutta i campi da pallacanestro per raccontare la storia deitro ai vari personaggi, sviscerando loro storie e i loro sentimenti contestualizzando la loro presenza in quel momento delle vicende e in quelle condizioni. Il messaggio che traspare dal manga è che la vera forza della squadra è data dalla voglia di tutti di raggiungere l'obbiettivo comune, non necessariamente per ottenere lo stesso risultato finale o per le stesse motivazioni di base, e quindi è lo sforzo, la dedizione e il sacrificio di tutti i membri che hanno portato questa squadra nella storia. Dunque è con un mai banale "tutti per uno, uno per tutti" che lo Shohoku fa la differenza, anche perché è tutto tranne che una squadra perfetta. Il gruppo è nuovo, con poca esperienza, con alcuni elementi turbolenti e decisamente eterogeneo. Il finale del manga è qualcosa di assolutamente spettacolare. Ha ricevuto molte critiche perché frettoloso, ma l'intensità degli ultimi volumetti rende una degna conclusione ad un manga epico. Per quanto riguarda i disegni, nel corso del manga si assiste a tutta l'evoluzione stilistica di Inoue, dalle prime pagine incerte per arrivare alla fine dove ogni singola vignetta è densa di significati e assolutamente bella da vedere.


TITOLO: Slam Dunk
AUTORE: Takehiko Inoue
PRIMA EDIZIONE: 1990-1996
TANKOBON: 31
GENERE: Shonen, Spokon

Il mio giudizio:






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Hunger Games: il canto della rivolta - Suzanne Collins

Ho ufficialmente concluso la saga di Hunger Games. Sono stati tre libri stupendi, che mi hanno preso e che ho letteralmene divorato. Non è facile per me lasciare dei personaggi a cui mi sono affezionato e probabilmente è proprio per questo che mi ci è voluto un pò più di tempo rispetto al solito per racimolare le idee e provare a scrivere qualcosa. 


Katniss Everdeen ha vinto i 74esimi Hunger Games ed è sopravissuta da protagonista ai 75esimi giochi. Ora è una rifugiata nel Distretto 13 e prende finalmente consapevolezza del suo ruolo di Ghiandaia Imitatrice, simbolo della rivoluzione in atto in tutta Panem. Comincia la guerra contro il presidente Snow, comincia la guerra contro Capitol City.


Questo terzo ed ultimo libro è incentrato sulla rivolta dei Distretti contro Capitol City e sulla battaglia di Katniss contro tutti. Finalmente si assiste alla crescita di Katniss. Diventa indipendente, fa scelte proprie e non prende più per oro colato le indicazioni degli altri. Proprio per questo viene temuta dai capi di entrambe le fazioni in gioco, perché è inaffidabile, agisce di testa sua e al momento è l'unica persona in grado di smuovere le folle. Oltre alla crescita morale della protagonista, sono diverse le tematiche trattate e sviscerate dalla Collins nel corso di questo capitolo conclusivo, uno su tutti la guerra e la conseguente analogia con le nostre battaglie di tutti i giorni. Per mezzo delle gesta dei vari protagonisti l'autrice invita a riflettere su quanto vale la pena esporsi per il conseguimento della vittoria, il limite tra scelta morale ed immorale e soprattuto il scegliere bene le "guerre" da combattere perché, pur partendo da buoni presupposti, non si arriva sempre al risultato sperato. Il triangolo amoroso che ha caratterizzato i primi due capitoli della saga non trova invece molto spazio se non nell'epilogo, ma non mi sono certo disperato per questo.


Quindi "Il canto della rivolta" è sì un buon libro, ma è soprattuto un ottimo finale per una saga ben riuscita in grado di intrattenere, emozionare e divertire al meglio.


GENERE:  Romanzo
SOTTOGENERE: Fantascienza Post-Apocalittica
PRIMA EDIZIONE: 2010
AUTORE: Suzanne Collins
SERIE: Hunger Games
LIBRI PRECEDENTI: Hunger Games, Hunger Games: la ragazza di fuoco



Il mio giudizio:





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Inside no 9, cosa si nasconde dietro quella porta?

Inside No. 9 è la serie più assurda e pazzesca che ho visto negli ultimi tempi. La si può definire di genere dark comedy britannica, scritta da Reece Shearsmith e Steve Pemberton, già autori di Psychoville e The Leaugue of Gentlemen. I due autori, Shearsmith e Pemberton, sono anche i protagonisti di quasi tutti i 6 episodi che compongono la serie. 

Ogni episodio è un racconto auto conclusivo, con personaggi e situazione diverse e l'unica cosa che li accomuna è la domanda "cosa si nasconde dietro quella porta?" perché ogni storia si svolge all'interno di un numero civico 9, che sia questo un appartamento, una villa o un teatro. Quello che rende molto interessante questa serie è la giusta combinazione tra il famoso umorismo inglese e storie oscure in stile Allan Poe dove lo spettatore è invogliato a scoprire come gli eventi portano al finale assurdo dell'episodio. Dico assurdo perché quasi tutte le puntate, pur partendo da situazioni di vita normale o al massimo da contesti un po' bizzarri, alla fine prendono pieghe del tutto inaspettate portando con leggerezza racconti macabri ed horror.

Ecco i sei episodi che compongono la prima stagione:
  1. Sardines Rebecca (Katherine Parkinson) e Jeremy (Ben Willbond) sono alla festa di fidanzamento alla casa padronale della famiglia di Rebecca. Gli ospiti giocano il gioco di società "Sardine" (una variante di hide-and-seek in cui una persona si nasconde e gli altri giocatori dovranno unirsi a loro nel loro nascondiglio, una volta che si trovano), ma quando tutti finiscono stipati in un armadio insieme, i loro antichi segreti e insicurezze iniziano a rivelare se stessi.
  2. A Quiet Night In Una coppia sfortunata di ladri Eddie (Steve Pemberton) e Ray (Reece Shearsmith) irrompono di nascosto in una casa di lusso di un vecchio e ricco uomo (Denis Lawson) per cercare di rubare un dipinto assai costoso senza cercare di essere notati. Nel cast anche Oona Chaplin e Kayvan Novak.
    Particolarità: non c'è nemmeno un dialogo in tutto l'episodio e la musica nella puntata è di Rachmaninov Piano Concerto No. 2 e la versione di Harry Nilsson di "Without You".
  3. Tom e Gerri Tom (Reece Shearsmith) è un insegnante di scuola elementare frustrato e aspirante scrittore. Una notte, un senzatetto di nome Migg (Steve Pemberton) restituisce il portafoglio perso di Tom, e quest’ultimo per mostrare la sua gratitudine lo invita nel suo appartamento. Tuttavia, egli diventa presto vittima della sua stessa generosità e Migg prende gradualmente il controllo dell’intera vita di Tom.
  4. Last Gasp Jan (Sophie Thompson) e Graham (Steve Pemberton) chiedono alla casa di beneficenza per bambini Wishmaker di fare qualcosa di speciale per il nono compleanno della loro figlia, malata terminale. La casa di beneficenza invia la pop star Frankie J Parsons (David Bedella), ma la festa prende una svolta triste quando Frankie muore di un aneurisma intracranico mentre soffia un palloncino.
  5. The Understudy Tony Warner (Steve Pemberton), un attore di successo del West End, è impegnato nell'interpretazione dell'opera Shakespear Macbeth al Duke of Cambridge Theatre. Il suo sostituto Jim (Reece Shearsmith) ha sempre voluto interpretare un ruolo da protagonista, ma non ne ha mai avuto l'occasione fino a quando la sua ragazza Laura (Lyndsey Marshal) non lo spinge verso grandi cose.
  6. The Harrowing Katie (Aimee-Ffion Edwards) viene assunta per prendersi cura di Andras (Sean Buckley), un uomo disabile, mentre i suoi fratelli con cui vive, Hector (Reece Shearsmith) e Tabitha (Helen McCrory), sono fuori casa.


Esiste un settimo episodio interattivo rilasciato dalla BBC sul sito www.insideno9extra.co.uk e hanno anche già annunciato la realizzazione della seconda stagione.


Il mio giudizio:




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Captain America: the winter soldier

Ho visto il nuovo Cine-Comics della Marvel Captain America: the winter soldier ed è figo. Visti i numerosi titoli del filone Marvel già annunciati e la filosofia applicata nel primo film sul personaggio di Steve Rogers la cosa non era scontata. Il primo capitolo intitolato Il Primo Vendicatore lo ho visto più volte e ogni volta mi rimane la sensazione che, per quanto sia un film discreto, il problema più grosso è l'assenza di una sua vera identità, se non quella di essere un semplice preludio del capolavoro Avengers e nulla di più. Fortunatamente però il secondo Captain America non ha questo problema. Il Soldato Di Inverno si presenta sì come capitolo centrale del secondo arco narrativo Marvel che si concluderà con Avengers Age Of Ultron, ma anche come film singolo dotato di una buona trama e un buon sviluppo. 

Dopo quanto accaduto New York durante Avengers troviamo Steve Rogers a Washington D.C. impegnato a recuperare quanto si è perso negli ultimi 70 anni. Ma quando lo S.H.I.E.L.D. viene attaccato, Captain America viene coinvolto in una rete di intrighi assieme alla Vedova Nera.

Quindi non troviamo solo azione ed esplosioni in questo film, ma anche un Captain America immerso in un mondo governato da intrighi e cospirazioni nel quale non può fidarsi di nessuno. Un mondo che non gli appartiene e che viene usato come spunto per provare a mostrare il lato umano di Steve con le problematiche di avere un pezzo di vita vissuta 70 anni prima e una realtà molto diversa a quella a cui era abituato. Qesto film risulta essere inoltre un punto importante per la saga Marvel non solo perchè viene approfondito il personaggio di Cap, ma anche perchè finalmente prendono spessore anche altri due personaggi fondamentali e ricorrenti: Nick Fury e Natasha Romanoff. Tanti sono gli spunti e gli approfondimenti sviluppati nel corso del film e il risultato è un ottimo film di intrattenimento.


  • GENERE: Azione, Fantasy, Avventura
  • ANNO: 2014
  • REGIAJoe Russo, Anthony Russo
  • SCENEGGIATURA: Christopher Markus, Stephen McFeely
  • FOTOGRAFIA: Trent Opaloch
  • MONTAGGIOJeffrey Ford
  • MUSICHEHenry Jackman
  • PRODUZIONE: Marvel Studios
  • DISTRIBUZIONE: Walt Disney Pictures
  • ATTORI: Chris Evans, Samuel L. Jackson, Anthony Mackie, Scarlett Johansson, Robert Redford, Sebastian Stan, Cobie Smulders, Frank Grillo, Toby Jones, Emily Vancamp


Il mio giudizio:




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